Anna Maria Zucca, una vita per liberare le donne e le ragazze dalla violenza

Fondatrice dei centri antiviolenza E.M.M.A., Anna Maria Zucca è stata una protagonista del movimento delle donne di Torino. Tra i suoi ultimi progetti una casa rifugio per le ragazze minorenni.

Anna Maria Zucca, una vita per liberare  le donne e le ragazze dalla violenza
Preroll AMP

Stefanella Campana Modifica articolo

20 Gennaio 2026 - 18.32


ATF AMP

Una malattia rara ha portato via in poco tempo all’età di 74 anni  Anna Maria Zucca, presidente e fondatrice  dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. Una vita dedicata alla lotta per i diritti delle donne, a fianco di quelle che subiscono violenza, dei loro figli e figlie, degli orfani e orfane di femminicidi, delle ragazze minorenni vittime di maltrattamenti e soprusi con progetti molto concreti.

Top Right AMP

Nata in Sardegna, dopo aver lavorato a Torino alla Banca d’Italia, ha dato vita nel 1998 all’associazione Donne e Futuro, l’occasione per conoscerla e intervistarla e poi essere coinvolta in un libro per l’8 marzo del 2002 “Donna, anch’io protagonista del futuro” per diffondere la cultura della parità nelle scuole del Piemonte. L’ha sempre guidata un’attenzione costante alle giovani generazioni per prevenire la violenza, come il progetto portato avanti in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila, presentato l’anno scorso al Salone del Libro di Torino, “Amore non è potere”: 1300 questionari a ragazzi e ragazze di tutt’Italia  per capire quanto le loro relazioni intime sono segnate dalla violenza e da cui è emerso un fenomeno molto diffuso e preoccupante.

Una realtà che ha stimolato la nascita di una casa rifugio per ragazze minorenni che hanno vissuto esperienze di violenza, anche matrimoni forzati e mutilazioni genitali, per tutelare la loro salute psicofisica, per portarle a riprendere in mano la loro esistenza, ridefinire e riorganizzare il proprio futuro attraverso il diritto di scelta e autodeterminazione. HELP HOUSE GIRLS è un progetto pilota unico in Italia che potrà ospitare fino a 10 ragazze. La nuova struttura è una casa confiscata alla mafia e affidata all’associazione e che per i necessari lavori di ristrutturazione per trasformarla in un luogo accogliente sono stati necessari 220mila euro. E ne servono ancora per farla funzionare. Per raggiungere questo obiettivo E.M.M.A. ha lanciato una raccolta fondi con la piattaforma For Funding:  https://www.forfunding.intesasanpaolo.com/DonationPlatform-ISP/nav/progetto/help-house-girl

Dynamic 1 AMP

Anna Maria Zucca era un vulcano di idee portate avanti con determinazione ed empatia. Il suo entusiasmo, la sua tenacia erano contagiosi nel mettere in campo progetti impegnativi come gli sportelli antiviolenza, tra cui anche quelli all’Università di Torino e al Politecnico,  le case rifugio per ospitare in un luogo sicuro, protetto, accogliente, tranquillo e non giudicante donne native e straniere maggiorenni, anche con figli, che hanno subito violenza di genere e che si trovano in una situazione di pericolo, dove l’ospitalità non ha una durata prestabilita in quanto il percorso di emancipazione dalla violenza dipende dalla volontà della donna e dalla disponibilità dei servizi territoriali competenti. Non sono offerte soluzioni precostituite, ma sostegno per favorire un empowerment individuale, sociale, professionale con l’obiettivo dell’autonomia. Tra gli ultimi progetti anche S.O.S. (Sostegno Orfani Speciali) per le orfane e orfani a causa di femminicidio, decine di minori e giovani adulti (fino a 21 anni) aiutati a superare traumi con percorsi legali, psicologici e formativi attraverso un team multidisciplinare e un centro dedicato a Torino.

Ricordare tutto quello che ha seminato Anna Maria Zucca con i Centri Antiviolenza E.M.M.A., guidati con competenza e profonda umanità, non è facile. La speranza è che non vada perduto. Scrivono le sue collaboratrici: «La sua passione resta come un’eredità a cui tutte noi continueremo ad attingere giorno dopo giorno. Il suo pensiero, il suo lavoro e il suo esempio continueranno a vivere nelle pratiche quotidiane dell’associazione, rafforzandone la determinazione a proseguire». Conforta per chi crede nell’aiuto alle donne vittime di violenze, ma la sua perdita è dolorosa per chi l’ha conosciuta.

FloorAD AMP
Exit mobile version